''Alto Calore si può salvare'', i sindaci con Ciarcia. Festa scettico

09 ottobre 2021, 13:13
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A dieci giorni dall'udienza presso il Tribunale di Avellino, nella quale si discuterà dell'istanza di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica, Alto Calore chiama a raccolta i sindaci soci per un'informativa sullo stato dell'arte della società. Secondo la Procura, Acs, sotto il peso di debiti per circa 150 milioni, è di fatto insolvente, deve quindi chiudere i battenti perché incapace di pagare banche, fornitori e di recuperare i crediti pendenti, divenuti ormai inesigibili. Non la pensa così l'Amministratore Unico Michelangelo Ciarcia, che davanti all'assemblea illustra i progressi fatti dalla società nell'ultimo biennio, non presi in considerazione dalla Procura, che nella sua analisi si ferma al 2019. Ciarcia, in un'appassionata relazione, ammette certamente la crisi, che però, dice, non significa insolvenza. Dati alla mano dimostra l'inversione di tendenza, a partire dall'aumento di fatturato di 8 milioni per l'anno in corso, dal recupero di una parte delle morosità, dalla riduzione del numero dei dipendenti, dai pignoramenti sostanzialmente azzerati. Insomma, per Ciarcia Alto Calore può, nel medio periodo, rimettersi in sesto, salvando così la società, i livelli occupazionali e, soprattutto, la gestione pubblica dell'acqua. C'è infatti il il rischio concreto che, in caso di fallimento, il servizio finisca in mano ai privati. Ipotesi avversata dai sindaci come dai comitati ambientalisti, presenti con un sit-in all'esterno del De La Ville, sede dell'assemblea.Chiusa la relazione di Ciarcia, si è aperto il dibattito. Tutti gli intervenuti hanno confermato la fiducia all'Amministratore Unico, che può dunque contare sull'appoggio dell'assemblea in un passaggio decisivo. Tutti tranne uno, il sindaco di Avellino Gianluca Festa, che chiede una operazione verità, perché i giudici  non valuteranno l'impegno di Ciarcia o la responsabilità dei sindaci, ma le carte. Chiamato in causa, a Festa risponde l'avvocato Fauceglia. Per il legale di Acs, alla luce dei numeri degli ultimi due anni, la società non è insolvente, la crisi è reversibile. Si tratta, però, di convincere i giudici. Per il momento la tesi del legale non ha certo convinto Festa, che resta scettico.

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