Il Nord non si prende più i nostri rifiuti: emergenza alle porte

09 luglio 2019, 15:53
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Irpiniambiente informa che negli ultimi giorni sono giunte comunicazioni riguardanti una consistente contrazione delle disponibilità da parte degli impianti di trattamento della frazione organica,  situati fuori regione, di cui si serviva direttamente o indirettamente la società per l’allocazione del rifiuto raccolto in tutti i comuni della Provincia di Avellino.
Le difficoltà dell’intero sistema riguardano tutto il territorio nazionale, con particolare  aggravio per le realtà meridionali ed ancor di più per le regioni Campania e Puglia.
Diversi territori delle altre province della Campania sono già stati pienamente investiti dalla crisi del sistema determinato dallo stop imposto al conferimento dell’umido proveniente dal Sud Italia negli impianti delle regioni del Nord Est d’Italia.
Al momento la società Irpiniambiente non ha dovuto ancora adottare misure drastiche relativamente ai conferimenti da parte delle utenze irpine, come sta avvenendo già in altri comuni campani con il blocco del conferimento dell’umido da parte dei cittadini, ma si comunica che la capacità di gestione della crisi ormai in atto è in procinto di esaurimento e non si esclude che nei prossimi giorni potrebbero rendersi necessarie rimodulazioni del servizio con diminuzione delle frequenze di conferimento del rifiuto umido da parte dei cittadini, qualora non vengano riassegnati i consueti volumi di conferimento della frazione organica presso gli impianti di riferimento.
 “Speriamo – spiega l’Amministratore Unico di Irpiniambiente, Nicola Boccalone – di poter scongiurare la crisi e non dover adottare misure di contenimento al conferimento dell’umido proprio nel periodo estivo. L’occasione è utile per evidenziare ancora una volta come non si siano mai create le condizioni sufficienti e necessarie per archiviare in maniera definitiva la crisi del 2009, come nel caso della frazione organica, la cui capacità di gestione e trattamento in regione è pari al 3% dell’intera produzione annua (25 mila su 680 mila tonnellate annue). Anche perché – conclude Boccalone – la gestione delle crisi come quest’ultima che si registra, con la redistribuzione della frazione organica in altri impianti individuati costantemente al Nord Italia, comporta costi ormai al limite della sostenibilità per le comunità e per le aziende, soprattutto in virtù del fatto che non vi è possibilità di conoscere la durata ed il termine della crisi stessa. Senza cambio di passo, ogni sforzo gestionale e sacrificio operativo rimane inutile ed incompreso”.
“Ho avuto modo di evidenziare in più occasioni, dal momento del mio insediamento – commenta il Presidente della Provincia, Domenico Biancardi – la necessità di chiudere con adeguata dotazione impiantistica ed infrastrutturale il sistema del ciclo integrato dei rifiuti in Provincia di Avellino. E’ una sensibilità  chiara della mia amministrazione, che anche le comunità e l’intero territorio devono condividere  e contribuire in maniera decisa ad attuare, affinché l’Irpinia possa svincolarsi dalla “dipendenza” degli impianti fuori regione e valutare in tempi brevi tutte le opportunità affinché si compia l’autosufficienza nel trattamento dei rifiuti, con particolare attenzione al rifiuto umido.

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