Il Papa, Mattarella e Conte ricordano il terremoto dell'80

23 novembre 2020, 15:12
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Sergio Mattarella. "Sono trascorsi quarant'anni dall'immane tragedia provocata dal terremoto che devastò l'Irpinia e la Basilicata, colpendo anche parte della Puglia.  Quasi tremila persone morirono sotto le macerie delle proprie case, o in conseguenza delle distruzioni di edifici. Tante vite non poterono essere salvate per le difficoltà e i ritardi nei soccorsi. Il numero dei senzatetto si contò in centinaia di migliaia: sofferenze, disperazione, sacrifici che si sono prolungati per anni nel percorso di ricostruzione. Nella ricorrenza del più catastrofico evento della storia repubblicana desidero anzitutto ricordare le vittime, e con esse il dolore inestinguibile dei familiari, ai quali esprimo i miei sentimenti di vicinanza. Anche il senso di comunità che consentì allora di reagire, di affrontare la drammatica emergenza, e quindi di riedificare borghi, paesi, centri abitati, e con essi le reti di comunicazione, le attività produttive, i servizi, le scuole, appartiene alla nostra memoria civile. Profonda è stata la ferita alle popolazioni e ai territori. Immensa la volontà e la forza per ripartire". Lo afferma in una dichiarazione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

Papa Francesco. “Desidero inviare un pensiero speciale alle popolazioni della Campania e della Basilicata – ha detto il Sommo Pontefice durante l'Angelus di oggi – a 40 anni dal disastroso terremoto che ebbe il suo epicentro in Irpinia e seminò morte e distruzione. Quell'evento drammatico, le cui ferite anche materiali non sono ancora del tutto rimarginate, ha evidenziato la generosità e la solidarietà degli italiani. Ne sono testimonianza tanti gemellaggi tra paesi terremotati e quelli del nord e del centro i cui legami ancora sussistono queste iniziative hanno favorito il faticoso cammino della ricostruzione e soprattutto la fraternità tra le diverse comunità della Penisola”.

IL TESTO DELLA LETTERA INVIATA DA CONTE AL COMUNE DI SANT’ANGELO DEI LOMBARDI. “Gentile Sindaco, rispondo alla sua cortese missiva con la quale mi aveva invitato ad intervenire nel comune di Sant’Angelo dei Lombardi in occasione del quarantesimo anniversario della tragedia del sisma del 1980 che investì la Campania e la Basilicata. A distanza di un quarantennio, è doveroso ricordare quel disastroso terremoto. Le iniziative da lei annunciate per la ricorrenza del 23 novembre servono a conservare la memoria delle quasi tremila vittime e degli interi borghi che andarono distrutti insieme al tessuto sociale e produttivo di un così vasto territorio. Il suo Comune fu uno dei più gravemente colpiti.
La ricostruzione, com’è noto, è stata lenta e difficoltosa ma oggi il suo territorio mostra i segni di un grande impegno di rinascita e di crescita. Purtroppo l’attuale evoluzione della situazione emergenziale non mi consente di partecipare alle manifestazioni e alle lodevoli iniziative da lei proposte. Con l’auspicio che si verifichino presto condizioni più favorevoli affinchè io possa far visita a popolazioni che hanno dimostrato così grande dignità e notevole spirito di sacrificio, le confermo l’intenzione di poter rendere omaggio a questi territori il prima possibile”.


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