Prima Ariano, poi tutta l'Irpinia: cronaca di un anno da dimenticare

31 dicembre 2020, 12:09
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L’anno che si sta chiudendo sarà ricordato senz’altro come l’anno del covid. Ariano, la città più colpita durante la prima ondata pandemica, con circa 30 decessi. Poi, da settembre la pandemia torna con insistenza non risparmiando nessun comune della provincia: oltre 100 i decessi nell’arco di circa quattro mesi. Quasi 100 mila i tamponi processati. In questi giorni, l’arrivo dei vaccini e la storia che cambia.

Codogno sembrava così lontana dall’Irpinia, ma dagli inizi di marzo anche la provincia di Avellino, in particolare Ariano, ha iniziato a dover fare i conti con la prima ondata del virus.

Il 5 marzo 2020, il primo caso covid all’ospedale Frangipane accertato dopo qualche giorno. Poche ore più tardi, durante la notte, l’arrivo di un secondo paziente risultato poi positivo. Il 9 marzo si contavano già 5 casi, tutti registrati ad Ariano. E poi via via col crescere dei contagi, si è allungava sempre di più il numero delle vittime. Ariano ne ha contate circa 30, durante la prima ondata. Reparti chiusi in quei mesi all’ospedale Frangipane per tentare di arginare il virus tra sanificazioni continue al pronto soccorso del nosocomio. Il 15 marzo, De Luca ordinava che Ariano, comune all’improvviso stravolto dal virus, diventasse zona rossa, la prima zona rossa del Mezzogiorno. Fino al 22 aprile, non si entrava e non si usciva se non per urgenze, da una città presidiata dalle forze dell’ordine in diversi punti.

Nel frattempo, negli altri comuni dell’Irpinia, era partito il primo lockdown grazie al quale c’è stato un buon contenimento dei contagi da covid. Tra fine marzo ed inizio aprile, scoppiava il focolaio al centro Minerva di Ariano. Ad un mese esatto dall’inizio dell’epidemia, sul Tricolle si registrava un tasso di letalità che superava l’11% con 132 contagiati e già 15 decessi; 37 le vittime nel resto dell’Irpinia. Poi lo screening di massa sulla popolazione arianese, partito il 16 maggio. Uno studio scientifico unico con oltre 13 mila persone testate, 650 delle quali risultarono positive alla ricerca anticorpale. Il 23 giugno con una celebrazione nell’arena Mennea di Ariano, il vescovo Melillo ha ricordato le vittime del covid, alla presenza del Governatore De Luca. 

La seconda ondata è stata meno dura per Ariano rispetto alla prima ma ha coinvolto tutti i comuni irpini, non risparmiando nemmeno quelli che nei mesi di marzo e aprile erano rimasti covid free. Quasi 100 mila i tamponi molecolari effettuati su cittadini residenti durante gli ultimi mesi in Irpinia: oltre 8 mila le persone risultate positive al Covid-19; quasi 4 mila guariti; più di 100 i decessi; 150 le pratiche di fine isolamento. Tra i comuni che hanno registrato più casi nei mesi della seconda ondata sono stati il capoluogo, Montoro, Avella, Cervinara, Volturara. A fine settembre scoppia il caso Mirabella. Il comune della media valle del calore ha contato circa 200 casi dopo l’esplosione di diversi focolai.  Nel corso dei mesi, è cambiato però il modo di affrontare la pandemia: l’Asl ha predisposto sei postazioni in diversi comuni irpini per sottoporre a test molecolare diverse categorie di cittadini; gli screening non si sono mai fermati. Gli ospedali intanto grazie alla presenza delle aree covid e dei sacrifici del personale, hanno cercato di allentare la pressione sui diversi reparti per garantire anche la continuità dell’assistenza ai pazienti non covid. Poi l’arrivo delle prime dosi e la storia che cambia o che almeno dovrebbe prendere una nuova rotta. 

(di Nancy D'Alessandro )

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