Il sindacato di categoria dei lavoratori che prestano servizio all'Asl di Avellino non ha gradito come la stampa ha trattato la notizia del
blitz-antissenteismo condotto dalla Guardia di Finanza negli uffici del capoluogo e di Ariano. Soprattutto, se l'è presa per i titoli a tutta pagina e per l'abuso di termini che tenderebbero a dare un'immagine denigratoria del dipendente pubblico, considerato alla stregua di “parassita e nullafacente”. In una parola, quella incriminata: fannullone.
Nella bacchettata ai giornalisti - firmata dalle tre organizzazioni Fials, Usb ed Fsi - si parla di “gogna” mediatica, di “offesa alla dignità dei lavoratori”, di “verdetto” finale emesso prima che si conoscessero, e si concludessero, le indagini delle Fiamme Gialle. E' da tempo che da queste “colonne virtuali” abbiamo aperto una riflessione sul ruolo del sindacato: in particolare intorno alla
vicenda della Irisbus, ma non solo. In sintesi, non si capisce perchè debbano cambiare la politica, le classi dirigenti, la società, gli imprenditori, mentre il sindacato debba rimanere uguale a se stesso, con i suoi "moniti”, le sue “sveglie”, i suoi “appelli” . Non si tratta di diventare meno intransigenti nella difesa dei diritti dei lavoratori. Si tratta di difendere chi lavora da chi non lo fa, di mettersi, a volte, anche dalla parte dei cittadini, spesso costretti, negli uffici pubblici, ad odissee interminabili per ottenere quanto spetta.
Avete mai letto di note indignate all'indirizzo di chi non svolge correttamente la propria funzione? Oppure per denunciare un disservizio?
Nel caso specifico, quello dell'Asl, il sindacato avrebbe fatto meglio ad argomentare la propria difesa, spiegando perché, ad esempio, decine di dipendenti ad Ariano, pur avendo timbrato il cartellino, non erano regolarmente in servizio. Se c'è un motivo, ed è probabile che ci sia per via della riorganizzazione interna, andrebbe detto. Invece, si è preferita la sfuriata contro i media che disinformano per vendere qualche copia in più avallando il luogo comune del dipendente pubblico fannullone. Intanto, nei luoghi comuni è contenuta se non la verità, almeno un pizzico. I luoghi comuni sono come la “voce di popolo”, se non è proprio quella del padreterno, ci si avvicina.
Inoltre, pur se si sostiene di non voler “porre in atto la solita e, spesso, stereotipata difesa d’ufficio del dipendente pubblico”, i sindacati finiscono per farlo. E' questo quel che resta della nota. La sensazione, cioè, che il sindacato continui sulla strada del conservatorismo delle posizioni acquisite, piuttosto che rompere gli schemi ed avviare un percorso di rinnovamento, al suo interno, e nei rapporti con i lavoratori e la parte datoriale.