Per ora in Irpinia se ne attendono due: Emma Marrone (Mirabella Eclano) e Annalisa Scarrone (Ariano Irpino). Di certo qualche altro neotalento sfornato dal tubo catodico si aggiungerà estate procedendo.
Non sarebbe il caso di fare la solita invettiva contro i reality musicali, l’hanno già fatta in tanti e ben più autorevoli della vostra Annarella. Ma a pensarci bene, a volte il troppo non stroppia, soprattutto quando i sordi abbondano e l’errante persevera diabolicamente.
La bravura di chi partecipa e vince non è in discussione. Aspiranti artisti e pop star spesso cantano meglio di coloro che lo fanno da anni.
Ma in un certo senso il problema sta proprio qui, nella perfezione. Dai talent escono voci da manuale di canto, pronte per questo o quel genere già al primo ascolto. E così, finita l’esperienza televisiva, le classifiche vengono scalate da singoli perfetti, costruiti a tavolino a seconda del periodo dell’anno. C’è l'hit estiva, più allegra; quella autunnale, riflessiva e uggiosa. Si dirà: ''E' il music business, bellezza! Nessuno può sottrarsi’’. Certo, il mercato discografico avrà le sue regole. La musica è anche un’industria. Ma mi chiedo, e vi chiedo: secondo voi Battisti, De Andrè, Gaber, De Gregori, Battiato, Guccini, Manuel Agnelli, Cristiano Godano, Giovanni Lindo Ferretti (e la lista potrebbe continuare per ore) avrebbero mai potuti essere ammessi ad X-Factor o ad Amici?
Qui si cercano voci radiofoniche, dalla nota centrata in pieno, maghi dell’interpretazione e non della creazione. E invece gli artisti citati, hanno voci sporche, vite vissute, volti scavati e consumati, liriche impegnative. Insomma, se negli anni passati l’accesso alla musica fosse stato veicolato dai talent, forse non avremmo avuto i cantautori e la scena rock italiana. Il rischio, ora, è che non l’avremo più in futuro. Dovremo invece accontentarci di melodie perfette, testi facili e montagne di ritornelli orecchiabili.
I discografici gongolano, pronti, come sono, a ''spillare'' le paghette concesse dai genitori ai teen ager. Ancora più grave è il messaggio che basti avere una buona voce per essere un'artista. Non è così, per fortuna. Sentite gli Elettronoir.