''No all'aria proveniente dai cadaveri'': a Sturno è scontro sull'impianto di cremazione

22 marzo 2019, 18:37
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Un impianto di cremazione nel cimitero comunale di Sturno. Alla proposta di project financing arrivata in Municipio, l’Ufficio Tecnico ha espresso parere positivo sulla base di valutazioni architettoniche, edilizie, ambientali. La notizia si è diffusa in paese e subito arriva una richiesta di chiarimenti da parte dei cittadini con relativa raccolta firme. Intanto il sindaco Vito Di Leo chiarisce a Canale 58: “Non è stato deciso nulla, sono pronto a dialogare con la mia comunità”.
La delibera della giunta comunale del 22 febbraio 2019 ha scatenato il dibattito nel paese di Sturno. L’oggetto? La realizzazione di un impianto di cremazione nel cimitero del piccolo comune ufitano con un project financing di poco più di un milione di euro proposto da una ditta locale. Nella delibera citata, l’amministrazione guidata da Vito Di Leo ha preso atto del parere favorevole dell’UTC sugli aspetti tecnici e ha giudicato fattibile la proposta. Ma appena il documento è stato pubblicato sull’albo pretorio, quattro cittadini di Sturno, l’avvocato Abbondandolo, Cipriano, D’Avino e il geometra Aufiero, hanno inviato una richiesta di chiarimenti sul progetto e di sospensione immediata dell’iter di approvazione. Una lettera cui fa seguito una raccolta firme avviata in paese e nella quale si sostiene la violazione delle distanze di un impianto del genere dal centro abitato. “Alcune case sono divise solo dalla strada – l’arteria principale che accede da Valle Ufita a Sturno – e pochi metri dal realizzando edificio scolastico”. Ancora nel documento si riporta la letteratura scientifica in materia, secondo la quale “è emerso che la realizzazione di impianti, anche di ultima generazione e con uso di filtri, produce diverse sostanze tossiche e cancerogene. Monossido di carbonio, ossido di azoto, zolfo, composti organici volatili, cloro, fluoro e metalli pesanti”. In sintesi, l’opposizione all’impianto è determinata da motivi ambientali e di tutela della salute tanto che in un passaggio della lettera si legge: “Chi vuole vivere in un paese che ti fa respirare aria proveniente dai cadaveri, mangiare le verdure con su le loro particelle, immettere nei nostri polmoni tutto quello che fuoriesce?”. Due affermazioni colpiscono più del resto: “Dalla piccola svizzera alla grande Aushwitz” e riferendosi alla ditta proponente “diventeremo il paese in cui ci saranno le file dei carri funebri”.
Dall’altro lato il primo cittadino cerca di riportare il dibattito alla calma: “Non c’è nulla di ufficiale, se non la delibera. Nessuna decisione è stata presa” – dice Vito Di Leo a Canale 58. Per venire al dunque, la questione potrà essere argomento di discussione nel consiglio comunale sturnese. Se l’Ufficio Tecnico ha espresso un parere favorevole sulla conformità degli atti presentati dal privato, la vicenda è però tutta politica. “Amministro una comunità e sono pronto a dialogare con i cittadini di Sturno” – chiosa Di Leo. L’apertura pare esserci, e sembra anche che chi ha aderito alla raccolta firme abbia intenzione di programmare un’assemblea pubblica con il coinvolgimento degli agricoltori della zona e delle attività commerciali.
(di Valentina Bruno )

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