Briganti: resistenti o criminali. ''La guerra per il Mezzogiorno'', quando la storia divide

18 luglio 2019, 14:52
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''Fu eroica resistenza al colonialismo sabaudo, o la sfida allo Stato di bande criminali''. E' la domanda, annosa, alla quale prova a rispondere il volume dello storico Carmine Pinto, docente all'Università di Salerno che ha dato alle stampe ''La guerra per il Mezzogiorno'', diventato un vero e proprio caso editoriale. A Montoro il dibattito con due ex presidenti di Regione, Antonio Bassolino e Stefano Caldoro, e con l'ex senatore Andrea De Simone.

Una storia, quella della lotta tra Stato unitario da un lato, e briganti e borboni dall'altro, che ad oltre un secolo e mezzo distanza è ancora attuale e ancora divide l'opinione pubblica.

Le curve della storia sono spesso imprevedibili, e così, mentre è costante nel Sud l'ammirazioine per i briganti che si batterono contro quello che consideravano l'invasore - lo Stato unitario - nel contempo cresce il consenso, anche  nel Mezzogiorno, per la Lega, partito tradizionalmente a trazione nordista

C'è poi il tema dell'autonomia differenziata. Per il professor Pinto più che dividere il Paese, il regionalismo rischia di penalizzare le aree più deboli, e quindi il Mezzogiorno.

(di Riccardo Di Blasi )

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