Quando l'Irpinia sfidò i Borbone: due secoli fa i moti del 1820

04 luglio 2020, 14:56
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Luglio 1820-Luglio 2020, per la Libertà. Così recita lo striscione che campeggia sul balcone principale di Palazzo Caracciolo. Da qui due secoli fa carbonari e cavalleggeri chiesero al Re Borbone una Costituzione. La rivoluzione fallì. Pochi mesi dopo il movimento fu represso e la Carta, prima concessa, revocata. Ma da allora quello che era Largo di Palazzo ha cominciato ad essere chiamato Piazza della Liberta e i nomi degli insorti, a partire da Morelli e Silvati, sono entrati nella storia e nella toponomastica. In occasione del bicentenario, ad Avellino si sono ritrovati eminenti storici, chiamati a raccolta dal Comitato Irpino dell'Istituto della Storia del Risorgimento. Relatori, tra gli altri Carmine Pinto e Francesco Barra.

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