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Cultura

Un parco alla memoria del latinista Tantucci e della scrittrice Bruzzi


Umanità, cultura, spirito di servizio, amore per l’altro: insegnamenti che sono diventati valori non solo per i figli ma anche per le giovani generazioni grazie all’enorme patrimonio culturale lasciato in eredità.

Così il Comune di Roma ha voluto rendere omaggio alla memoria intitolando l’area di Monteverde Nuovo compresa tra Via Raffaele Battistini, Vicolo Valtellina e Via Giulio Tarra al Municipio XII a due grandi e illustri esponenti della cultura italiana: Vittorio Tantucci e Eugenia Bruzzi Tantucci.

La cerimonia ha visto la partecipazione dell’assessore comunale Miguel Gotor, di Elio Tomassetti presidente del Municipio Roma XII.

Gli interventi e il ricordo dei due grandi esponenti della cultura italiana sono stati affidati alla figlia Anna Paola Tantucci presidente Eip Italia, al poeta Elio Pecora, ad Antonio Augenti già direttore del Ministero dell’Istruzione e a Nina Sergi Lo Giudice presidente dell’Accademia Italiana di poesia.

Presente anche l’altro figlio dei Tantucci, Enrico.
“Tra natura e cultura”: il titolo della cerimonia di inaugurazione del Parco dedicato alla memoria di Eugenia Bruzzi Tantucci e Vittorio Tantucci, svoltasi nel quartiere Monteverde di Roma.

Eip Italia e il suo presidente Anna Paola Tantucci sono i promotori di un percorso che finalmente ha centrato l'obiettivo: riqualificazione dell’area e intitolazione dello spazio a due persone che “hanno onorato il nostro Paese e che appartengono alla memoria collettiva“.


Eugenia e Vittorio Tantucci 

Latinista lui, scrittrice lei, si incontrano all’Università  Alma Mater di Bologna dove si laureano entrambi  in Lettere classiche.

Eugenia Bruzzi  diventerà la compagna della sua vita e la sua collaboratrice per i libri di latino.

A lei “tibi dilectissima coniunx, animae dimidium meae” dedica nel 1944 La Sintassi latina, pubblicata dalla Casa Editrice Licinio Cappelli di Bologna, la prima sintassi del dopoguerra che si afferma rapidamente in tutto il paese e sostituisce i testi fino ad allora più diffusi, lo Zenoni e il Rubrichi, ancora tra le più adottate per il rigore scientifico, l’insuperata chiarezza espositiva della parte teorica e per l’efficacia degli esercizi.

E' stata accolta con grande favore anche all’estero.

E nessuno immagina che possa trattarsi dell’opera di uno studioso di appena 29 anni.

Raggiunge l’apice del successo con la sintassi latina Arethusa diffusa anche in America, Germania, Svizzera e persino in Africa ad opera del presidente del Senegal, l’umanista Senghor, che ne fu un estimatore.

A Bologna nascono Anna Paola e Andrea.

Nel 1955 si trasferisce a Roma dove nasce il terzo figlio Enrico.

Collabora all’Università di Roma “La Sapienza” con il professor Enzo Marmorale, illustre latinista.

Fra i numerosi riconoscimenti post mortem ha ricevuto la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione e la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica per i benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte, conferitagli dal Presidente Giuseppe Saragat.

Altre sue opere sono: Nova Maia, Aurea Roma, Urbis et orbis lingua, Ad Altiora, Tantucci Plus, Analisi Logica, Il mio primo libro di latino, tutte edite dalla Poseidonia, Bologna.

Nel 2022 è uscito l’ultimo aggiornamento che l’Editore Mondadori Educational ha voluto intitolare Quae manent, a significare i valori  universali della cultura classica, versione più ricca, più digitale, con la curvatura all’Insegnamento dell’educazione civica, “civis sum” nella società romana. 

Eugenia Bruzzi Tantucci ha avuto due grandi passioni: la difesa dei beni naturali e culturali e l’amore per la diffusione della lettura e della poesia tra i giovani.

Nel 1975, chiamata dal Ministro Giovanni Spadolini, ha partecipato alla fondazione del Ministero dei Beni Culturali, per il quale ha ideato la Settimana dei Beni Culturali, che continua tuttora con grande successo e che nel 2004 le è valsa la stella d’argento del Presidente della Repubblica come benemerita della cultura, della scuola e dell’arte.

Alla difesa dell’ambiente, prima come docente, poi come preside di prestigiosi istituti, ha dedicato grande energia attraverso battaglie civili e la formazione dei docenti e degli studenti con l’Associazione Italia Nostra, contribuendo in modo determinante negli anni ’80 al salvataggio dalla speculazione edilizia di Macchia Grande a Fregene, divenuta oasi protetta del WWF e del Parco della Caffarella  al Tuscolano e di Piazza Cola di Rienzo, dai lavori della metropolitana che avrebbero messo in pericolo la stabilità  degli edifici. 

Negli ultimi vent’anni ha portato avanti, come segretaria nazionale dell’ULI (Unione Lettori Italiani), l’impegno per la diffusione della lettura nella scuola e presso gli adulti.

Ha promosso, insieme al poeta Elio Pecora, il Concorso destinato alle scuole “Un autore per la scuola, un libro per domani”, in cui i ragazzi erano i giurati e sceglievano ogni anno, tra una rosa di proposte, il poeta vincitore. 

Tra le sue opere letterarie: Il Ritorno. Storia di una famiglia italiana (1998), Attenta al lupo, Anna (2000) e un libro di prosa e poesia che rappresenta il suo testamento spirituale "Ci sarà tempo ancora (2007)", che ha ricevuto importanti riconoscimenti nazionali e internazionali e che restituisce il senso della Donna che era:

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Ci sarà tempo ancora per altri volti e altre voci da incontrare, da udire lungo le strade.

Ci sarà tempo ancora  per decisioni da prendere,  per negare e affermare, per porsi domande  senza risposte.

Ci sarà tempo ancora  per voltarsi a guardare  la vita ch’ è passata e per vedersi allo specchio il volto mutato. 

Tempo per ricordare  i pomeriggi e i crepuscoli, le notti e i mattini ascoltando  suoni che si estinguono.

Ci sarà tempo ancora per lasciare la vita, per chiedere inutilmente un’altra giornata.
                                                                  Eugenia Bruzzi Tantucci


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