Contratti di Sviluppo, pioggia di fondi per il rilancio dell'economia

26 luglio 2017, 21:10
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Si é tenuta questa mattina la conferenza stampa per la firma dell'Accordo di Programma tra Mise, Invitalia e Regione Campania per il cofinanziamento dei Contratti di Sviluppo. 

I settori coinvolti sono:

Automotive, Autotrasporto e Cantieristica, Legno e Carta, Agroalimentare e Agroindustria, Ict e Turismo. L'importo totale dell'impegno finanziario previsto é di 325 milioni di euro, di cui:

-175 milioni messi a disposizione dal Mise a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014/2020

-150 milioni messi a disposizione dalla Regione Campania a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione 2014/2020, così come previsto dal Patto per lo Sviluppo della Campania.

Sulla base della richiesta media di agevolazioni (20/25 mln )e del tasso di approvazione per proposte analoghe (35%), si stima il finanziamento di 15 Contratti di Sviluppo per un totale di investimenti pari a 600 milioni di euro, di cui:

- 11 relativi a domande già presentate e che favoriscono le filiere produttive di eccellenza

- 4 relativi a nuove domande ritenute particolarmente strategiche che prevedono Accordi di Programma e/o Accordi di Sviluppo.

Inoltre, 90 milioni della dotazione complessiva saranno destinati al cofinanziamento di Programmi di sviluppo per la stipula di Accordi specifici aventi ad oggetto istanze già presentate alla data di sottoscrizione dell'Accordo, che non risultino destinatarie della delibera di ammissione e che favoriscano il rafforzamento dei settori strategici indicati in precedenza. L'Accordo ha durata fino al 31.12.2023, ovvero fino alla precedente data di completamento dell'erogazione delle agevolazioni di cui al Contratto di Sviluppo. Il Ministro Calenda ha evidenziato che il Contratto di Sviluppo é attualmente l'unico strumento negoziale che insieme agli incentivi per Industria 4.0 costituiscono il panorama degli strumenti messi a disposizione dal Governo per le imprese. Il 70% degli investimenti attivati sará destinato al Sud, in quanto essi, nell'intenzione del Governo, rappresentano un fattore di riequilibrio finalizzato a costituire una nuova base industriale alla quale destinare gli incentivi previsti da Industria 4.0.

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