Mirabella Eclano entra ufficialmente tra le dieci città finaliste per il conferimento del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028, un traguardo di grande prestigio che proietta il borgo irpino al centro del panorama culturale nazionale. La selezione è stata resa nota dal Ministero della Cultura, al termine della prima fase del bando che ha visto la partecipazione di numerosi comuni italiani.
La candidatura di Mirabella Eclano si fonda sul progetto “L’Appia dei popoli”, un titolo che richiama con forza la vocazione storica e simbolica del territorio. Cuore dell’antica Aeclanum romana, la città sorge lungo il tracciato della Via Appia, una delle più importanti arterie del mondo antico, riconosciuta oggi come patrimonio di valore universale. Un luogo di passaggio, incontro e scambio tra civiltà, che diventa metafora di dialogo culturale, inclusione e futuro condiviso.
Il dossier di candidatura valorizza il ricchissimo patrimonio archeologico, storico e paesaggistico di Mirabella Eclano, proponendo una visione della cultura come strumento di coesione sociale e sviluppo sostenibile. L’Appia non è soltanto una strada, ma un racconto collettivo che attraversa i secoli: popoli, tradizioni, lingue e saperi che hanno lasciato tracce profonde nel territorio e nella sua identità.
Secondo quanto comunicato dal Ministero della Cultura, le audizioni pubbliche delle città finaliste si svolgeranno in presenza nei giorni 26 e 27 febbraio 2026 e saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube istituzionale. In quella sede, Mirabella Eclano avrà a disposizione 60 minuti per presentare il proprio progetto alla Giuria: 30 minuti dedicati all’esposizione della proposta culturale e 30 minuti di confronto diretto con i commissari.
Accanto a Mirabella Eclano figurano tra le finaliste città di rilievo storico e culturale come Anagni, Ancona, Catania, Forlì, Massa, Tarquinia e altre, a testimonianza dell’alto livello della competizione. Tuttavia, la candidatura irpina si distingue per la capacità di coniugare radici antiche e visione contemporanea, mettendo al centro le comunità, i territori interni e il ruolo della cultura come infrastruttura di futuro.
Per Mirabella Eclano, essere tra le dieci finaliste rappresenta già una vittoria: un riconoscimento del lavoro svolto, dell’impegno istituzionale e della partecipazione attiva della cittadinanza. Un’occasione straordinaria per raccontare l’Irpinia all’Italia e all’Europa, riaffermando il valore dei piccoli centri come custodi di memoria, bellezza e innovazione culturale.








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