Il parere della Commissione presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica segna un passaggio decisivo per la realizzazione della Piattaforma logistica nel territorio ufitano. La non assoggettabilità del progetto alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) certifica, infatti, l’assenza di impatti ambientali significativi e negativi, aprendo la strada a una sostanziale accelerazione dell’iter amministrativo.
A sottolineare l’importanza del pronunciamento ministeriale sono i sindaci di Ariano Irpino e Grottaminarda, Enrico Franza e Marcantonio Spera, che parlano di un parere dalla «valenza tecnica, e non solo, importante». Ora, però, avvertono, «con la certezza dell’opera che si profila all’orizzonte, occorre accelerare sul Masterplan e sui progetti connessi».
La Piattaforma logistica sorgerà nel territorio di Ariano Irpino, al confine con Flumeri, Grottaminarda e Melito Irpino, e rappresenta un’infrastruttura strategica destinata a diventare un vero e proprio hub ferroviario per le aree interne della Campania. Un’opera che punta a rafforzare la competitività del territorio, migliorare i collegamenti e attrarre nuovi investimenti.
Dal punto di vista operativo, il parere del MASE consente una sensibile riduzione dei tempi. Come già evidenziato da Emilio De Vizia, presidente degli Industriali di Avellino e Campania, l’esclusione dalla VIA permette di accorciare l’iter «di almeno un anno», agevolando così la messa a bando dell’intervento.
Secondo la relazione presentata da Rete Ferroviaria Italiana al Ministero, il cronoprogramma dei lavori prevede una durata complessiva di 810 giorni. Se i tempi saranno rispettati, l’entrata in esercizio della Piattaforma logistica potrebbe coincidere con la conclusione dei lavori dell’intero lotto ferroviario Apice-Orsara, rafforzando ulteriormente il ruolo strategico dell’infrastruttura.
Al di là degli aspetti tecnico-procedurali, però, i sindaci del comprensorio ufitano chiedono ora chiarezza su ogni fase del percorso: dalla pianificazione complessiva alle ricadute economiche e occupazionali, fino al coordinamento tra enti e soggetti coinvolti. La sfida, condivisa dalle amministrazioni locali, è trasformare il via libera tecnico in un progetto concreto e funzionale, capace di incidere realmente sul futuro delle aree interne.








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