Sempre più verso lo spopolamento: le province di Avellino e Benevento continuano a confrontarsi con una dinamica demografica che evidenzia criticità sempre più marcate.
È quanto emerge dalle nuove elaborazioni del Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, che analizzano i principali indicatori relativi alla natalità, all'evoluzione della popolazione residente, all'invecchiamento e ai flussi migratori. Il dato più significativo riguarda la continua diminuzione della popolazione residente.
Tra il 2002 e il 2026 la provincia di Avellino ha perso l'8,3% dei propri abitanti, mentre Benevento registra una flessione ancora più accentuata, pari al 10%. Le prospettive delineate dalle previsioni demografiche risultano molto preoccupanti: entro il 2050 la popolazione potrebbe diminuire di un ulteriore 18,4% in provincia di Avellino e del 19,6% in provincia di Benevento.
In termini concreti, nell'arco di poco meno di venticinque anni i due territori potrebbero perdere circa un residente su cinque. Alla base di questa tendenza vi è anche il persistente calo della natalità. Particolarmente significativo è il processo di invecchiamento della popolazione.
Al 1° gennaio 2026 l'indice di vecchiaia raggiunge quota 226,7 ad Avellino e 230,0 a Benevento.
Le proiezioni al 2050 delineano uno scenario ancora più complesso: l'indice potrebbe salire rispettivamente a 379,9 e 376,6, con un rapporto prossimo a quattro anziani per ogni giovane.
«I dati elaborati confermano che la questione demografica rappresenta una delle principali sfide per il futuro dell'Irpinia e del Sannio», dichiara il Commissario Straordinario della Camera di Commercio Irpinia Sannio, Girolamo Pettrone.
«Lo spopolamento e l'invecchiamento della popolazione non sono soltanto fenomeni sociali, ma incidono direttamente sulla competitività del nostro sistema economico, sulla disponibilità di competenze, sul ricambio imprenditoriale e sulla capacità di attrarre investimenti.
Per questo è necessario affrontare la questione con una visione di lungo periodo, nella quale sviluppo economico, innovazione, formazione, sostegno all'imprenditorialità e valorizzazione delle eccellenze territoriali diventino strumenti concreti per creare opportunità, trattenere i giovani e rendere più attrattivo il nostro territorio.








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