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Cronaca

Maxi frode e riciclaggio internazionale: 13 misure cautelari

Al termine di un’articolata attività d’indagine delegata e coordinata da questo Ufficio, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Solofra hanno dato esecuzione a un provvedimento del Gip del Tribunale di Avellino, che ha disposto l’applicazione di 13 misure cautelari personali nei confronti di altrettanti soggetti.

Nel dettaglio, otto persone sono state poste agli arresti domiciliari, tre all’obbligo di dimora, mentre per le restanti due è stata applicata la misura interdittiva del divieto temporaneo di esercizio della professione. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio nazionale e internazionale di capitali di provenienza illecita, derivanti principalmente da frodi fiscali e attività illecite riconducibili a soggetti di nazionalità cinese.

Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza di Solofra, traggono origine da un’attività di monitoraggio preventivo delle realtà economiche presenti sul territorio. Tale attività ha consentito di ricostruire, allo stato delle indagini, un articolato sistema criminoso finalizzato all’emissione di fatture per operazioni inesistenti, al riciclaggio di denaro e al conseguimento fraudolento di contributi statali durante il periodo di lockdown legato all’emergenza Covid-19.

Il meccanismo illecito si basava sul coinvolgimento di soggetti prestanome, formalmente intestatari e amministratori di società “cartiere”, utilizzate per le operazioni fraudolente. Gli stessi, pur risultando percettori di reddito di cittadinanza, conducevano un tenore di vita elevato, caratterizzato dall’utilizzo di auto e imbarcazioni di lusso. Le società venivano poi condotte al fallimento o trasferite fuori provincia per eludere i controlli.

I sospetti sulla liceità delle operazioni commerciali, caratterizzate da ingenti volumi d’affari realizzati in un breve lasso di tempo durante il periodo pandemico, hanno trovato riscontro anche in numerose segnalazioni di operazioni sospette per un valore complessivo di circa 450 milioni di euro, riferite alle imprese coinvolte e operanti nel polo conciario solofrano.

Le attività investigative – tra cui osservazione, pedinamento e appostamento, oltre all’utilizzo delle banche dati in uso alla Guardia di Finanza, intercettazioni telefoniche e ambientali, riprese audio-video e sistemi di localizzazione tramite droni e GPS – unitamente alle indagini finanziarie e all’analisi della documentazione e dei dispositivi elettronici sequestrati nel dicembre 2021, hanno consentito di ricostruire nel dettaglio il modus operandi del sodalizio.

È emersa, in particolare, l’esistenza di una vera e propria “stamperia” di fatture false, nonché le modalità di reimpiego dei proventi illeciti e la ripartizione dei profitti tra i membri dell’organizzazione. Le indagini avevano già portato al sequestro di denaro contante e somme sui conti correnti per circa un milione di euro, oltre all’accertamento di movimenti finanziari per circa mezzo miliardo di euro.

Di questi, oltre 35 milioni di euro sarebbero stati trasferiti verso Cina e Turchia, nell’ambito di un sistema di fatturazioni per operazioni inesistenti dal valore complessivo di circa 350 milioni di euro.

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