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Agricoltura, Serluca: “Più sostegno alle imprese femminili nella nuova programmazione regionale"




“La giornata di Eboli restituisce un patrimonio di idee e proposte da tradurre, nell’ambito della politica agricola regionale 2028-2034 finanziata dall’Unione europea, in interventi concreti per rimuovere gli ostacoli che ancora limitano la piena partecipazione delle donne all’agricoltura campana. Il nostro obiettivo è sostenere la nascita e la crescita delle imprese femminili attraverso misure anche innovative ispirate alle proposte emerse dai sei tavoli tematici che abbiamo attivato”.

È quanto ha affermato l’assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca, in conclusione dei lavori dell’evento “Donne e Agricoltura in Campania - Impresa, innovazione e futuro dei territori”, svoltosi ieri 15 ottobre a Eboli, presso l’Azienda agricola sperimentale regionale Improsta.
L’iniziativa - promossa dall’Assessorato all’Agricoltura in collaborazione con Agrocepi Campania, CIA Campania, Coldiretti Campania, Confagricoltura Campania e Copagri Campania - si è tenuta in occasione della Giornata internazionale delle donne rurali e nell’ambito dell’Anno internazionale della donna agricoltrice proclamato dalle Nazioni Unite per il 2026. Sono intervenuti il presidente del Consiglio regionale della Campania, Massimiliano Manfredi, le assessore regionali Claudia Pecoraro (Pari Opportunità), Angelica Saggese (Lavoro e Formazione) e Fiorella Zabatta (Pesca e Acquacoltura) nonché il presidente del CRAA - Azienda sperimentale regionale Improsta, Luca Sgroia.La Campania è la seconda regione italiana per numero di aziende agricole guidate da donne: sono oltre 30mila, pari a quasi il 39% del totale, a fronte di una media nazionale del 31%. Un dato significativo, che tuttavia si accompagna a diverse criticità.
“Le imprese agricole femminili campane - spiega l’assessora Serluca - sono mediamente più piccole e meno capitalizzate di quelle maschili, fattori che ne limitano l’accesso al credito e la capacità di investire. Altro nodo centrale è l’accesso ai finanziamenti CSR: il valore medio dei progetti ammessi si attesta a 140mila euro contro gli oltre 200mila di quelli presentati dagli uomini. Alle donne va così meno di un quarto delle risorse destinate al totale delle imprese, anche per la loro minore partecipazione agli interventi che prevedono finanziamenti più elevati”.
Tra le principali criticità anche la carenza di servizi di welfare, il limitato accesso delle donne alla formazione e all'innovazione e, soprattutto, la loro scarsa partecipazione ai processi decisionali, il che rende più difficile intercettarne i bisogni e definire politiche mirate.
“I sei tavoli di confronto che abbiamo attivato, con la partecipazione di agronomi, ricercatori, imprenditrici, donne e uomini impegnati nello sviluppo rurale, hanno individuato criticità e fabbisogni in vari ambiti e avanzato proposte concrete. Tra queste, il rafforzamento della rappresentanza femminile all’interno del Tavolo verde, l’istituzione di un Osservatorio permanente per far emergere i fabbisogni delle imprenditrici e lavoratrici agricole e l’attivazione di un tavolo di confronto tra i Gruppi di azione locale (GAL) campani per individuare interventi sul fronte del welfare. Più in generale, ci proponiamo di orientare le scelte della futura programmazione verso interventi e politiche maggiormente inclusive, capaci di rispondere in modo efficace ai bisogni delle donne”, ha osservato l’assessora Serluca.
Nel corso della mattinata sono inoltre intervenute in video Clara Park, Gender Team Leader della FAO per l’Anno internazionale della Donna agricoltrice 2026, e Catia Zumpano, dirigente di ricerca del CREA - Centro di ricerca Politiche e Bioeconomia e, in presenza, Paramie Vidarshana, Research & Analysis Leader (Italy Chapter) del WorldFood Forum e Senior Researcher presso Rural Hack.
Particolarmente intensa è stata la sessione dedicata alle testimonianze delle imprenditrici campane, alcune delle quali beneficiarie dei finanziamenti del PSR Campania 14-22, che hanno condiviso esperienze di intraprendenza, resilienza e innovazione in diversi ambiti produttivi: dal vitivinicolo al florovivaistico, dal cerealicolo all’agrituristico, fino alla pesca.Gli interventi sono stati introdotti da Angela Pisacane, presidente di Copagri Campania e dalle responsabili delle sezioni Donna delle altre organizzazioni agricole professionali - Maria Sica (Agrocepi Campania), Jessica Malerba (CIA Campania), Marina Reale (Coldiretti Campania) e Lucia Rinaldi (Confagricoltura  Campania) - oltre che da Rosanna Lavorgna, funzionaria della Regione Campania per la pesca, e Gilda Guida  Martusciello, delegata regionale campana dell’Associazione nazionale Le Donne del Vino. Le conclusioni sono state affidate a Teresa Del Giudice, docente di Politica agraria presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.
“Per affermare pienamente il protagonismo delle donne in agricoltura, ci attende ora un percorso che porteremo avanti attraverso un dialogo costante con tutti gli attori pubblici e privati del comparto e anche attivando le necessarie sinergie con le colleghe assessore Claudia Pecoraro, Angelica Saggese e Fiorella Zabatta, che ringrazio, insieme al presidente del Consiglio regionale, Massimiliano Manfredi, e al presidente del CRAA, Luca Sgroia, per aver preso parte all’iniziativa”, ha concluso Serluca.

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