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Per il Carro e per la Madonna: a Fontanarosa la processione delle ''Gregne'' /VIDEO

Quest’anno l'antico rito è stato caratterizzato dalla presenza dei "cinti", artistici ceri che "Le castellane" portavano alla Vergine

Culto mariano, fede, devozione, folklore. Nei festeggiamenti che Fontanarosa ogni anno riserva a Maria Santissima della Misericordia, tutti questi elementi si intrecciano, fino a fondersi: la Vergine è la Madonna che tutto può, che dall’alto dell’obelisco veglia e protegge la comunità. Tra le tappe che precedono la tradizionale Tirata del Carro del 14 agosto, quella più sentita e suggestiva, autenticamente popolare, è certamente il trasporto delle "Gregne". Covoni di grano che in processione dalle contrade del paese vengono portati alla Casa del Carro. Le gregne, una volta lavorate, serviranno a realizzare il manto che riveste il cosiddetto carrettone, la base dell’obelisco. Rito antico, dal 1988 la processione parte da Contrada Sianana. Ad organizzarla è Luigi Pilosi, una vita dedicata al Carro.

Quest’anno la processione delle gregne è stata caratterizzata dalla presenza dei "cinti", artistici ceri che "Le castellane", donne di Castelnuovo di Conza e dei paesi vicini, portavano alla Madonna di Fontanarosa in un pellegrinaggio che poteva durare giorni. La rievocazione è merito di Luigi De Simone e di altri che hanno ricostruito storia e genesi di questa antica tradizione.

Fontanarosa e il Carro, Fontanarosa e Maria: un legame fortissimo, secolare. Pietà popolare, la chiama Don Angelo Gaeta, da pochi mesi alla guida della comunità parrocchiale.

In un modo globalizzato, i riti del grano, molto diffusi in Irpinia, sono un’antidoto all’omologazione: rappresentano le radici, il mondo contadino, la ciclicità della vita. Giunte in paese, le gregne vengono accolte presso la Casa del Carro, qui si distribuiscono panini, vino e mazzi di "accio" (sedano).

Per il sindaco Giuseppe Pescatore le gregne, la tirata del Carro, la processione del 15 agosto, simboleggiano l’importanza del culto mariano per la comunità di Fontanarosa: una certezza, una tradizione che unisce e riunisce chi è rimasto con chi è stato costretto ad emigrare.

(Le foto all'interno del servizio sono di Michele Colucciello)

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