"Al gala della capitale della Cultura conta non tanto il monaco, quanto l’abito: e il colore deve essere di centrodestra. Più che una deduzione, a me pare una certezza: i quattro capoluoghi che entrano nel novero delle dieci finaliste sono tutti di centrodestra, come sono di centrodestra nove delle dieci finaliste.
Il sospetto, più che tale, è che al Collegio Romano guardino, oltre ai dossier e alla levatura storica-culturale, anche all’amichettismo politico.
Questo è quello che traspare, in maniera direi anche svergognata.
Del resto era stato così anche con la designazione di Pordenone e come facile profeta, avevo preconizzato simile situazione anche per il 2028…”, lo scrive in una nota Clemente Mastella a margine dell’ufficializzazione delle dieci città che si contenderanno il titolo di Capitale della Cultura 2028.
“Quanto a noi ci avevamo provato.
Ringrazio i molti, dai miei collaboratori alle associazioni, che hanno dedicato tempo, impegno e passione. Tre ingredienti che possono non essere sufficienti, se il metro è diverso. E sembra proprio di sì”, chiude Mastella.








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