Le fratture di femore prossimali (FFP), rappresentano una sfida costante per la salute pubblica sia per le conseguenze sulla qualità e quantità della vita sia come impatto economico.
“Il paziente over 65 spesso – dichiara il dott. Salvatore D'Auria primario dell'UOC di Chirurgia dell'Ospedale Sacro Cuore di Gesù Fatebenefratelli di Benevento - è già vittima di comorbilità importanti come deficit visivi, patologie neurologiche ed in misura maggiore ed esponenziale l’osteoporosi.
Il fattore tempo è determinante, sintetizzare la frattura, ridurre l’immobilità e il dolore abbattono significativamente i risultati negativi. Abbattono, ma non cancellano.
Le comorbilità, lo score intellettivo e l’integrazione familiare, sono sicuramente fattori altrettanto importanti.
Ma che trattamento scegliere, quale il gold standard per queste lesioni?Sicuramente, come viene fatto nella nostra struttura sanitaria di Benevento, la scelta del trattamento va valutata in base al buon senso e a parametri indiscutibili.
L’anziano che cade va riportato allo stato precedente in tempi brevi, questo non significa che operare un femore restituisce al paziente ciò che non possiede più, significa dargli una possibilità.
E qui entra in gioco la scelta chirurgica – afferma il dott. Salvatore D'Auria. Non tutte le fratture possono essere trattate allo stesso modo, alcune si avvalgono di una sintesi con chiodo, per altre sarà necessario una protesi.
Un unico obiettivo , restituire al paziente un minimo di autonomia.
La scelta del chirurgo è determinante, discuterne con paziente, quando possibile e familiari, permette di non creare false illusioni. La comunicazione – conclude il dott. D'Auria del Fatebenefratelli di Benevento - è il primum movens affinchè ci sia una strada comune da percorrere, ma insieme, chirurgo, pazienti e familiari”.








Commenta l'articolo